conosciamoci
meglio…

SONO IL

Le scuole di Acerra
{"autoplay":"true","autoplay_speed":"5000","speed":"300","arrows":"false","dots":"true","rtl":"false"}

la mia storia
in breve

La storia della scuola ad Acerra si collega alla nascita e alle trasformazioni di alcune istituzioni scolastiche storiche, che hanno visto avvicendarsi numerose generazioni di piccoli studenti e studentesse. Tra di esse, un ruolo centrale è stato ricoperto dal cosiddetto “Collegio” (oggi I Circolo Didattico) situato al piazzale Renella, dalle scuole delle suore di S. Giuseppe (si veda scheda dedicata “Abbascio Sant’Anna”), dalla scuola delle Suore dell’Immacolata Concezione di Ivrea e dal Seminario. Difatti, se oggi la città di Acerra vanta numerosi edifici scolastici destinati alla popolazione studentesca di ogni ordine e grado, ciò è il risultato di un lungo e tortuoso cammino, ampiamente documentato nel volume del dott. Santoro “La nostra identità nella scuola”, che riscostruisce le vicende delle Istituzioni Scolastiche acerrane dal 1861 al 1960.

In breve, i documenti storici raccolti segnalano che nel 1884 non esisteva ancora una struttura scolastica ad Acerra, appositamente ideata a tale scopo, ma la scuola era allocata presso il palazzo Forgione, al Corso Vittorio Emanuele II. Nel corso degli anni si registra un vero e proprio “sciamare scolastico”, ovvero un traslocare della scuola in varie strade cittadine: via Trieste e Trento, Suessola, Castello, via Caporale, Corso Garibaldi, Vescovado, S. Cuono, Gaudello-Pezzalunga… fino al 1924-25, quando sui registri di classe compare la dizione “Direzione Didattica”. Anche se non è precisato il lungo, secondo Santoro è verosimile che la sede fosse l’Edificio Scolastico Elementare, attuale I Circolo Didattico, all’epoca detto “Largo delle Scuole” (poi “Piazza Luigi Razza” e poi ancora “Piazza Fulvio Renella). La scuola funzionò negli anni dal 1930 al 1934, per poi essere brevemente trasferita al Corso Garibaldi nel palazzo Castaldo (dove si trova il rivenditore Singer), per alcuni lavori di ristrutturazione, per poi tornare alla sua sede nel 1935 e fino al 1940, anno in cui l’edificio venne requisito dal governo italiano e utilizzato come Ospedale Militare. All’epoca, le scuole erano divise in classi maschili e femminili (benché fossero poche le ragazze che frequentavano la scuola) e, una volta terminata la V elementare, bisognava andare fuori Acerra per essere ammessi alla scuola secondaria (che prevedeva vari indirizzi), almeno fino a quando non venne fondata la prima scuola media acerrana, istituita nel 1948, il cui progetto definitivo venne approvato nel 1956, con creazione della comune sede per la scuola media statale, di Avviamento Professionale e Scuola Ginnasiale Comunale.

curiosità

La storia della scuola media G. Caporale
Si tratta della prima scuola media istituita ad Acerra, che riveste per la città un valore importante non solo per questo motivo, ma anche perché dedicata a Gaetano Caporale, illustre acerrano, che fu medico, storico e statistico, e visse nella nostra città dal 1815 al 1899. Dopo essersi laureato in Medicina, Caporale prestò servizio presso l’Ospedale Pace di Napoli, il manicomio di Miano e il Pio Monte della Misericordia, mentre la sua passione per la statistica lo portò ad insegnarla nel Reale Istituto Tecnico di Napoli. Il volume “le memorie storiche di Gaetano Caporale”, pubblicato e ripubblicato tra il 1976 e il 1990, è patrimonio prezioso circa le origini della nostra città. A Caporale è stato dedicato anche un busto marmoreo, che lo ritrae, realizzato dallo scultore Giovanni Aucone. Il busto fu eretto nel 1942 a piazza Castello, su iniziativa di un Comitato di egregi acerrani, tra cui il prof. Luigi De Rosa e presieduto dal Podestà Comm. Antonio del Pennino. Il discorso per lo scoprimento del busto marmoreo fu tenuto dal prof. Alfonso Montesarchio, il quale in quell’occasione disse che “questo monumento è una fiaccola ardente, perenne, che irraggia sulla nostra città calore di vita, luce di civiltà, splendore di gloria”. Dello scultore Aucone è anche il busto di gesso, verniciato in nero situato nell’atrio della scuola Caporale. Le origini della scuola possono essere ricostruite ripercorrendo una serie di tappe storiche. La prima risale al 1938, quando i fratelli Angelo e Umberto Sammarco, e il prof. Alfonso Montesarchio formarono l’Istituto Parificato Ginnasiale, nel palazzo Riemma in via Suessola, inizialmente intitolata al Cap. Aurelio Piovani (1939/1940), il cui primo registro dei voti risale all’anno scolastico 1940/41. Per comprendere appieno la sua graduale trasformazione in scuola media, bisogna tener conto che il regime fascista diede un assetto preciso all’istruzione con la riforma del filosofo Giovanni Gentile prima e con quella Bottai dopo. Quest’ultima istituì i convitti nazionali gratuiti per selezionare gli studenti migliori, da inserire nel regime fascista secondo il motto “libro e moschetto, fascista perfetto”. La scuola media inizialmente comprendeva i primi tre anni del ginnasio, dell’Istituto Tecnico inferiore e dell’Istituto Magistrale inferiore. Solo nel 1962, con il primo governo di centro-sinistra, presieduto dal democristiano Amintore Fanfani, fu introdotta la scuola media unificata (abolendo quella di avviamento professionale), che divenne l’unica scuola alla quale si poteva accedere dopo le elementari. Il disegno per la costruzione dell’Edificio Scolastico “G. Caporale”, in via Carlo Petrella viene introdotto nel 1952, quando il Consiglio Comunale, presieduto dal Sindaco Carlo Petrella, approva l’acquista del terreno e il progetto tecnico redatto dall’Ingegnere Raffaele Lupoli, chiedendo anche u contributo statale per la sua costruzione. Nel 1956 viene approvato il progetto definitivo, al quale viene aggiunto, l’anno successivo, l’acquisto di ulteriori mq di terreno per l’Edificio Scolastico. Così, nel 1959, vengono realizzati gli ultimi indispensabili passaggi: disdetto il fitto dei locali in cui erano precedentemente collocate le scuole, acquistato il materiale scolastico, nominato il custode… Fino al 1 ottobre 1959, giorno in cui le classi seconde e terze si trasferiscono (da via Soriano) nella nuova scuola media “G. Caporale”, in via C. Petrella (oggi Piazza Falcone e Borsellino), che sarebbe stata ufficialmente inaugurata il 6 novembre 1960, ad opera del sindaco Ignazio Caruso. La storia della scuola, completa di preziosa documentazione, è ricostruita nel volume del 2019, realizzato da Antonio Santoro, per volere dell’allora Dirigente Scolastica Anna Iossa. (Dott. Antonio Santoro)
del Dott. Antonio Santoro

Testimonianza

di Rosanna Bianco, Dirigente Scolastico del IV Circolo Didattico di Acerra
Superato il passaggio a livello di “dinte e’ muorte”, appena svoltate il curvone che porta dentro “o’ Spiniello”, potete vedere da lontano la consistente sagoma gialla della sede centrale del IV Circolo Didattico, su cui svettano il tricolore e l’azzurro delle bandiere italiana ed europea. Che bella immagine!!! La scuola è lì, solida e solare, con le sue grandi finestre spalancate sul quartiere, a fare da “vedetta” ed insieme da “vetrina” per la Vita, i sogni e i bi-sogni dell’Infanzia. E’ il luogo di un dentro/fuori continuo: ascoltare/rispondere, osservare/mostrare, accogliere e… andare. La prospettiva educativa sistemica e la didattica outdoor sono, rispettivamente, il campo e gli strumenti di questo continuo “movimento” dal sè all’altro, dal dentro le mura all’aula diffusa, dall’e-mozione all’Em-patia. E’ il continuo movimento di una scuola sempre in cammino. L’ultimo ricordo, prima della pandemia, a febbraio 2019, è quello della sfilata di Carnevale (un appuntamento fisso del IV CD con la città). Lo scorso anno, la sfilata ha portato 1200 Pulcinelli per le strade del quartiere, a supporto della causa “Pulcinella, Patrimonio immateriale dell’Unesco”: un’esperienza già trepidante di emozione di per sé, ma ancora più stupefacente per il sotteso lavorìo, partecipato e condiviso, di tutta la comunità educante. Ricordo il fervore operoso dei nonni e dei genitori nei laboratori di cucito, di riciclo creativo, ricordo il moltiplicarsi degli schizzi nei laboratori di progettazione di alunni – docenti e genitori… un unico grande fremito di idee in circolAzione e di mani grandi e piccine che, insieme, facevano. E si vedeva, in piazza, che la esplosione di Gioia dei bambini non era soltanto per il travestimento ben riuscito, quanto piuttosto per il percepirsi come parte integrante di una intera comunità, una comunità consapevole della propria identità culturale, identità testimoniata dai brani tradizionali eseguiti dal Civico Complesso Bandistico Pinna come dalla affabile presenza di Assessori e del Sindaco. Insomma, la periferia era – ancora una volta – il cuore …battente del territorio! Dopo pochi giorni, la pandemia ha costretto l ad una riorganizzazione dei percorsi ma non all’immobilismo.  Sono stati due anni di duro lavoro ma anche di produttivo e continuo confronto tra le diverse componenti della comunità educante. Altre sfide abbiamo colto ed accolto, come quella di non perdere e di non escludere nessuno durante la dad e di attivarci per la realizzazione di piccoli e importanti sogni dei nostri bambini.  Abbiamo cominciato dalla predisposizione del frutteto per la trasformazione dei fiori in essenze profumate. Dopo la piantumazione e l’allestimento del laboratorio all’aperto, siamo alla fase della cura delle giovani piante. Si tratta di una routine quotidiana impegnativa e anche faticosa ma che già appare carica di frutti: la pazienza, l’attesa, il con-tatto con la terra che ci nutre e ci sostiene, il rispetto per l’ambiente di cui, prima di tutto, abbiamo bisogno… Dovreste vedere lo sguardo incantato dei bambini mentre pasticciano con la terra, dovreste vederli quando aspettano in silenzio, vicino al richiamo degli uccelli per veder cosa succede… Dovreste vederli, per capire la forza dell’educazione sensoriale e la magia e le potenzialità dei bambini, di ogni bambino. Intorno al frutteto sono disposte le nostre “panchine illustrate” dai genitori con i disegni dei bambini. In questo luogo della narr-azione, nascono storie di creature fantastiche, tutte diverse e tutte speciali per qualcosa: qui, si impara la grammatica dell’inclusione e la mente si rasserena, vedendo che quel “mondo migliore”, luogo comune di troppi discorsi, non solo è possibile ma è già qui. E’ nella grammatica delle relazioni dei bambini. Se fate attenzione, lo dicono anche altri alberi di altri luoghi del territorio, come i melograni de La locanda del Gigante, adottati proprio da questi bambini che – come gli arilli, simbolo di coesione e fratellanza – sono “pezzettini” di questo mosaico di solidarietà e bellezza. Se ci fate caso, i bambini lo raccontano ai bruchi in attesa di diventar farfalle nella loro casetta, lo raccontano alle coccinelle, messe a difesa degli alberi, dagli insetti nocivi. Lo raccontano alle stelle, mentre imparano a usare il telescopio… Questa grande sagoma gialla, solida e solare, con in testa, i suoi pennacchi colorati, è il luogo della Scoperta del Sé e della Bellezza del Mondo, è il luogo dello stupore, della “grande meraviglia dei piccoli” che è, forse, l’esperienza più pregnante della conoscenza. L’eco di queste narrazioni, e delle emozioni che le accompagnano si propaga facilmente e rimbalza da un punto all’altro della città. Lo sento anche adesso che è in corso il piano “E-stiamo qui” e i bambini son fuori a coniugare la musica e la pittura per allestire la loro “Prima Mostra d’Arte Globale”.   Lo sentirò anche dopo, quando saranno nelle loro case o al mare… Sentirò l’eco della loro voci, delle loro risate, dei loro sogni rimbalzare per i corridoi e per le aule vuote, sì, perché il IV Circolo vive di questo: di emozioni, di intelligenze multiple, di echi e di consonanze e della voglia mai stanca di stare ad ascoltarle.  

Galleria
fotografica

Documenti
storici

Le emozioni
di questo luogo

Com’era, com’è…

Le scuole di Acerra
1980
Pellentesque aliquet, urna eget dictum posuere, enim mi rhoncus felis, id vestibulum dui est quis nulla. Maecenas et turpis sagittis lorem varius convallis. Vestibulum condimentum mollis lorem eu faucibus. Donec eu eros mauris. Etiam condimentum turpis at orci iaculis, sit amet auctor erat consectetur. Pellentesque habitant morbi tristique senectus et netus et malesuada fames ac turpis egestas. Nunc id fermentum felis. Sed rutrum placerat nunc et porttitor. Integer malesuada odio nunc. Pellentesque aliquet, urna eget dictum posuere, enim mi rhoncus felis, id vestibulum dui est quis nulla. Maecenas et turpis sagittis lorem varius convallis. Vestibulum condimentum mollis lorem eu faucibus. Donec eu eros mauris. Etiam condimentum turpis at orci iaculis, sit amet auctor erat consectetur. Pellentesque habitant morbi tristique senectus et netus et malesuada fames ac turpis egestas. Nunc id fermentum felis. Sed rutrum placerat nunc et porttitor. Integer malesuada odio nunc.
2021
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Vestibulum nec malesuada justo. Vivamus blandit velit id ullamcorper fringilla. Nulla tincidunt egestas dolor quis feugiat. Pellentesque aliquet, urna eget dictum posuere, enim mi rhoncus felis, id vestibulum dui est quis nulla. Maecenas et turpis sagittis lorem varius convallis. Vestibulum condimentum mollis lorem eu faucibus. Donec eu eros mauris. Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Vestibulum nec malesuada justo. Vivamus blandit velit id ullamcorper fringilla. Nulla tincidunt egestas dolor quis feugiat. Pellentesque aliquet, urna eget dictum posuere, enim mi rhoncus felis, id vestibulum dui est quis nulla. Maecenas et turpis sagittis lorem varius convallis. Vestibulum condimentum mollis lorem eu faucibus. Donec eu eros mauris.

Dove si trova

I luoghi
di Acerra

Parco Urbano

Il Parco Urbano è una struttura situata nel territorio di Acerra dal 2015.

Piazza Angelo Soriano

Alla fine di via Leonardo da Vinci si trova Piazza Soriano, meglio conosciuta come parco Gravina

Teatro Italia

Situato in Via Castaldi, in Teatro Italia è stato, a partire dagli anni ’50