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Piazzale Russo Spena (A’ villa)
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la mia storia
in breve

E’ noto come “a villa” il piazzale antistante la stazione ferroviaria, ovvero Piazzale Russo Spena. Esso è dedicato al S. Ten. Raffaele Marco Renato Russo Spena, che perse la vita in Croazia per conquistare una roccaforte nemica. Ricevette la medaglia d’argento e l’intitolazione del piazzale, poichè abitava nel palazzo che su di esso si affaccia. Si ritrova qui depositata la lapide a lui dedicata. I lavori per la costruzione della villa furono avviati nel gennaio del 1948.  La villa fu progettata con aiuole e dotata di una splendida fontana con putto andato perduto negli anni ’70.

curiosità

La villa
“La villa” era un luogo, crocevia di vite diverse, talvolta straordinarie E fuse in uno straordinario melting pot. Qui nascevano e naufragavano sogni e storiche evasioni Si immaginavano e progettavano futuri diversi O semplicemente ci si godeva a rimirare la vita che scorreva lenta Diversi o uguali Apocalittici o integrati, Da qui si partiva per terre assai lontane o si restava per imprecare sul destino cinico e baro La Villa era un mondo in miniatura da cui fuggire per poi ritornare Ed è così che ha mangiato la migliore gioventù La villa è ora una fontana abbandonata che tracima acqua sporca Ed un deserto popolato da fantasmi che vendono sballi a tanto al grammo. È il biglietto da visita della città”  
di Enrico Ferrigno

Testimonianza

di Olindo Uliveto, commento al post di Acerra in E-motion nel gruppo FB “Gli Acerrani”
  • Su questa villa, negli anni 50, ho passato tantissimi pomeriggi. Abitavo poco più avanti accanto al Consorzio agrario. ‘A rilla, ‘vammana, a nasconnere, questi erano i giochi più in voga. Poi si giocava co’ strummelo e i più grandi giocavano a mazza e pivez’ (una sorta di baseball). (Testimonianza di Emilio Sirletti sul gruppo Com’era Acerra).
  • Io abitavo a via pulcrano, la villa la vedevo ogni momento affacciandosi al balcone. Ho delle foto, quando ero piccola seduta sulla fontana, con mia sorella e la mia mamma. Passavo per andare a scuola dalle Palladino, era per me un luogo magico attraversarla. Le sere d’estate dal balcone quello sgorgare della fontana era come una dolce ninna nanna e freschezza. Una volta, giovinetta, la villa si riempiva di giovani ed era viva, mio padre, però non voleva che la frequentassi. Mia mamma portava i miei figli a giocare sulla villa. Adesso è un degrado. Per poterla rivalutare, prima di tutto bisognerebbe mettere delle mattonelle come stanno facendo a via Roma e con un bando comunale, pizzeria all’aperto con tavoli, insomma far vivere quel luogo (Raffaella Maestra, sulla Pagina Facebook di Acerra in e-motion).
  • Non vedo la villa da 18 anni; devo essere sincera: ho visto la foto e non l’ho riconosciuta la mia bellissima villa. Io sono del ’50, abitavo a 50 metri dalla villa, passavo le mezze giornate giocando. Non conoscevo nessuno, ma eravamo tutti amici; diventavamo una cosa… si giocava con niente, ma giocavamo tutti. La fontana era sacra: non si toccava, ma salivamo sugli scalini per ammirare le bellissime acque, si passavano le giornate senza sapere che si era fatto tardi, poi uno a uno tornavamo a casa, le mamme non si preoccupavano di niente, perché allora la villa era sicura, non esisteva la droga, inventavamo giochi che ora non si fanno più, che peccato: eravamo in paradiso e non lo sapevamo! Sono triste a pensare che potevamo volare (Rosa Travaglino, commento al post di Acerra in e-motion nel gruppo FB “Sei di Acerra se…”).
Nella fontana ci facevo il bagno in estate. Avevo 8-10 anni. Era tutto sterrato. Giocavamo a pallone; la statua stava nei giardinetti. I paletti non c’erano: passavano le macchine. Quando il pallone andava sui binari ci stava il capostazione. Quante litigate. Era vivibile. Le famiglie con bimbi fino a notte inoltrata che giocavano. Ncopp a Vill… ricordi indelebili.

Galleria
fotografica

Documenti
storici

Le emozioni
di questo luogo

Com’era, com’è…

Piazzale Russo Spena (A’ villa)
1959
La foto risale alla fine degli anni ’50. “Ricordo con nostalgia questo posto dove trascorrevo intere giornate con gli amici e ricordo con piacere ‘Don Peppe a guardia’ un simpatico vigile che con la sua maestosa presenza ci incuteva soggezione e noi per essere più liberi di giocare mettevamo una vedetta a turno, lui capì e cambiava molto spesso il percorso. Ricordo pure che c’era la salumeria ‘La Provvida’, il cui addetto era Stellato con il suo camice bianco (il nome mi sfugge), c’era un giardiniere che quotidianamente curava l’estetica, ogni giorno nelle aiuole bellissime, componeva con i fiori la data del giorno mese e anno… una cosa stupenda. Poi c’era il tabacchino sulla Stazione: il proprietario aveva una cisti sulla fronte e faceva il caffè con la macchinetta napoletana calandosi sotto il bancone dove aveva una piastra elettrica. Le sigarette le compravamo sfuse. Bei ricordi quando prendevamo il treno per Caserta e le locomotive erano a carbone che non potevi affacciarti.
2020
Foto pubblicata da Sabatino Montano

Dove si trova

I luoghi
di Acerra

Parco Urbano

Il Parco Urbano è una struttura situata nel territorio di Acerra dal 2015.

Piazza Angelo Soriano

Alla fine di via Leonardo da Vinci si trova Piazza Soriano, meglio conosciuta come parco Gravina

Teatro Italia

Situato in Via Castaldi, in Teatro Italia è stato, a partire dagli anni ’50